Progetti dal vivo

Storie e dintorni

“Storie e Dintorni” è un progetto musicale dal vivo che intreccia melodie evocative e narrazioni appassionanti, dando vita a storie di vita, personaggi immortali e scenari che attingono a un vasto repertorio letterario e storico. Ogni brano è un viaggio nel tempo e nello spazio, un racconto che scava nelle emozioni più profonde, nei grandi eventi e nelle figure che hanno segnato la nostra cultura collettiva. Attraverso la musica, le storie prendono forma, trasportando il pubblico in un universo dove il suono diventa il ponte tra passato e presente.

Con “Storie e Dintorni”, la musica si fa voce di racconti che vanno ben oltre le pagine dei libri. Ogni canzone è un’opportunità per immergersi in mondi lontani, riscoprendo attraverso l’arte della narrazione e della melodia le trame più affascinanti della nostra memoria storica e letteraria.

Questo progetto è un omaggio alla memoria, alla letteratura, alla storia, ma anche alla forza della tradizione musicale che sapientemente si mescola con le emozioni contemporanee. “Storie e Dintorni” rappresenta un incontro intimo tra il passato e il presente, tra la musica che racconta e la narrazione che emoziona, creando un dialogo senza tempo che parla a tutti. Testi e musiche di Beppe Giampà.

La musica che gira intorno

La musica ha un potere straordinario: non solo è in grado di evocare ricordi e sensazioni passate, ma può anche influenzare profondamente il nostro stato emotivo e psicologico. Come afferma Peter Gabriel, la musica è un “armadietto delle medicine” al quale possiamo attingere per soddisfare diversi bisogni emotivi e psicologici. La sua capacità di alterare il nostro umore e di suscitare emozioni vive non è una novità: è una verità universale che da sempre accompagna l’essere umano.

Il tema centrale di questa ricerca è la distinzione fondamentale tra sentire e ascoltare. Sentire è un atto passivo, automatico, che riguarda il semplice captare suoni; ascoltare, invece, è un atto consapevole, un impegno che coinvolge mente e cuore. La differenza tra i due è cruciale per comprendere come la musica possa davvero trasformarsi in uno strumento terapeutico.

Nell’ esperienza quotidiana di Beppe Giampà in una comunità psichiatrica per adulti, nella quale conduce laboratori musicali, ha potuto osservare da vicino gli effetti concreti della musica sulla salute mentale. Le ricerche in ambito scientifico e terapeutico dimostrano che la musica possiede un’incredibile capacità di interagire con il nostro corpo e la nostra psiche, creando effetti tangibili e misurabili. È su questa base che nasce la musicoterapia, una disciplina che utilizza la musica non solo come veicolo di espressione, ma anche come strumento educativo, riabilitativo e terapeutico.

In particolare, la ricerca si è focalizzata sull’uso della musicoterapia in relazione a due patologie molto diffuse: l’autismo e l’Alzheimer. Gli studi mostrano come, nei bambini autistici, l’ascolto e la partecipazione attiva alla musica possano favorire il miglioramento della comunicazione e delle relazioni interpersonali. La musica, infatti, permette loro di entrare in contatto con il mondo esterno in maniera più fluida, offrendo loro una via alternativa di espressione e connessione.

Nel caso degli anziani affetti da Alzheimer, la musica rivela una capacità sorprendente di riattivare i ricordi e di rievocare episodi precisi del passato, donando a questi pazienti un senso di identità e continuità temporale che spesso manca loro a causa della malattia. Non solo, ma la musica aiuta a ridurre l’ansia e a migliorare l’umore, restituendo loro momenti di serenità e di riconnessione con il passato.

La musica, quindi, non è solo una forma di intrattenimento, ma uno strumento potente per curare, riabilitare e educare, portando benessere e speranza anche nelle situazioni più difficili.

Le parole di Pavese e Calvino dal territorio alla resistenza

Progetto musico-letterario che unisce la potenza delle parole di due dei più grandi scrittori italiani del Novecento con la forza della musica e della narrazione. Le poesie di Cesare Pavese, interpretate e cantate da Beppe Giampà nell’album “La porta del mondo”, si alternano magistralmente alle letture tratte dai suoi romanzi più emblematici, “La luna e i falò” e “La casa in collina”. Allo stesso modo, le parole di Italo Calvino, scritte per i Cantacronache – il gruppo di musicisti, poeti e letterati che nel 1957 a Torino si unì con l’intento di valorizzare la canzone come mezzo di impegno sociale – sono intrecciate con letture tratte dal suo celebre “Il sentiero dei nidi di ragno”.

Il progetto si sviluppa in un percorso che parte dal territorio, quello delle Langhe e del Monferrato, e si estende fino a raccontare un periodo storico fondamentale: la Resistenza. Attraverso le opere di Pavese e Calvino, che con la loro scrittura hanno saputo rendere universali e indimenticabili le lotte e le speranze di quel periodo, il pubblico viene guidato in un viaggio che mescola il paesaggio della memoria e le vicende umane e sociali che hanno segnato la nostra storia. Il territorio, con le sue valli e colline, diventa il cuore pulsante di questi racconti, simbolo di una resistenza che è tanto legata alla terra quanto al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti.

Le parole di Pavese e Calvino, così potenti nella loro sincerità, sono veicolo di un messaggio di speranza e di riflessione, che non solo racconta il passato, ma invita anche a riflettere sulla nostra identità e sulla capacità di ogni generazione di preservare e tramandare la memoria storica. Le letture, unite alla forza della musica, creano un’atmosfera unica che affascina e coinvolge il pubblico, trasmettendo l’emozione di un’epoca che non va dimenticata.

Questo progetto è stato riconosciuto nel 2015 con il Premio “Ponti di Memoria” dall’Associazione Ponti di Memoria di Milano e dal MEI (Meeting Etichette Indipendenti) per la sua capacità di recuperare la memoria storica e di trasmetterla con passione e autenticità alle nuove generazioni. Un tributo alla letteratura, alla musica e alla resistenza, ma soprattutto un’opportunità per celebrare la forza delle parole come strumento di cambiamento e di consapevolezza sociale.

La storia delle storie, il mito granata che attraversa il novecento

“La storia delle storie, il mito granata che attraversa il Novecento” è un affascinante reading musicale che celebra il leggendario cammino della squadra di calcio del Torino, un viaggio che parte dalle sue origini nel 1906 fino alla storica finale di Amsterdam nel 1992. Le canzoni, tratte dall’omonimo album, ripercorrono alcuni dei momenti più iconici della squadra granata, raccontando non solo gli eventi calcistici, ma anche gli intrecci tra la passione sportiva e il contesto storico, politico e sociale che ha caratterizzato l’Italia, l’Europa e il resto del mondo nel corso del Novecento.

Ogni canzone diventa un capitolo di una storia che affonda le radici nel cuore pulsante del Torino, un mito che ha attraversato il secolo con le sue vittorie, i suoi sogni e le sue tragedie, come la tragica morte dei giocatori del Grande Torino nel 1949. In questo racconto, la squadra non è solo un’entità sportiva, ma un simbolo di speranza, identità e riscatto per una città e per un’intera nazione che hanno vissuto le drammatiche vicissitudini del ventesimo secolo.

Il progetto mescola le storie sportive con gli eventi storici globali, creando un intreccio di emozioni e riflessioni che trasportano il pubblico non solo nei luoghi di gioco, ma anche nei momenti cruciali della storia del nostro paese e del mondo. La vicenda del Torino si intreccia così con le grandi trasformazioni del Novecento, dalla Seconda Guerra Mondiale alla ricostruzione dell’Italia, dal boom economico alle sfide politiche e sociali che hanno segnato l’epoca.

Le parole di Sergio Gnudi, con i suoi testi inediti, arricchiscono ulteriormente questo racconto, dando voce a personaggi che hanno scritto la storia del Toro, ma anche a una città e a una cultura che non smettono di affermarsi attraverso il calcio. Le musiche e l’interpretazione di Beppe Giampà aggiungono la giusta intensità emotiva, accompagnando il pubblico in un’esperienza che va oltre il semplice racconto sportivo, trasformandosi in un omaggio all’orgoglio granata e al mito che continua a vivere nel cuore di ogni tifoso.

Un’opera che non è solo una narrazione sportiva, ma un viaggio emozionante attraverso la storia, una riflessione sulla passione, sull’identità e sul significato di un mito che ha segnato il Novecento e continua a vivere nel tempo.

Le stagioni in città

“Le stagioni in città” è un affascinante viaggio musicale che porta il pubblico nell’universo di Marcovaldo, il celebre protagonista di Italo Calvino, un uomo semplice e genuino che si muove in una città di cemento e asfalto alla continua ricerca di un contatto con la natura. Un contesto urbano, frenetico e industriale, dove la bellezza del mondo naturale sembra lontana e quasi irraggiungibile. Ma Marcovaldo, in ogni stagione, cerca di scoprire quegli angoli nascosti dove la natura resiste, sfidando le rigide strutture della città moderna.

Le sue avventure si alternano, stagione dopo stagione, mentre il nostro protagonista si confronta con una realtà che sembra aver dimenticato la bellezza e l’autenticità del mondo naturale, soffocata dalla civiltà del consumo e dal progresso inarrestabile. Ma la domanda che aleggia è: esiste ancora la natura? E, se sì, che tipo di natura può trovare Marcovaldo in una grande città industriale, dove la vegetazione sembra essere un lusso e il contatto con l’ambiente un ricordo lontano?

Le otto favole-storie, che si dipanano con l’incedere delle stagioni, raccontano non solo le difficoltà di un uomo che cerca di riconnettersi con la natura, ma anche la sua lotta per mantenere intatto un senso di meraviglia e di purezza in un mondo che sembra andare in direzione opposta.

Marcovaldo è l’uomo “sano” e “consapevole”, l’unico che, purtroppo, sembra avere la possibilità di salvarsi, ma anche di mantenere un’integrità morale in una società moderna che, seppur criticata e denigrata, appare inesorabilmente vincente. La sua figura diventa una riflessione sul contrasto tra l’uomo e il mondo industriale, un mondo popolato da individui ciechi e ottusi, incapaci di vedere e apprezzare la bellezza che ancora potrebbe esserci, se solo si volgesse uno sguardo più attento al mondo circostante.

I testi inediti di Sergio Gnudi offrono una nuova lettura delle avventure di Marcovaldo, arricchendo il racconto con una sensibilità contemporanea che mette in luce le contraddizioni della nostra epoca. Le musiche e l’interpretazione di Beppe Giampà danno un tocco unico all’allestimento, accompagnando il pubblico in un viaggio sonoro che si fonde perfettamente con le immagini evocative delle stagioni e con le riflessioni del protagonista.

Un percorso che ci invita a guardare con occhi nuovi la città e il mondo che ci circonda, a riconsiderare le piccole meraviglie quotidiane e a riflettere sul rapporto sempre più precario tra l’uomo e la natura. Con una narrazione che sa toccare il cuore e far sorridere, “Le stagioni in città” diventa una celebrazione della speranza, della ricerca di bellezza e del valore di ciò che è semplice e autentico, anche nel caos della modernità.

Era Febbraio

“Era febbraio” è un  viaggio musico-letterario che attraversa il tempo, confrontando il periodo della Resistenza con le sfide e le riflessioni dei giorni nostri. In un alternarsi di letture e canzoni, il progetto si sviluppa come una riflessione profonda sulle lotte civili e sulla consapevolezza che segnarono la storia del nostro Paese, ma anche su quelle che oggi ancora ci chiamano a prendere posizione nella società contemporanea.

Le letture, tratte da testi inediti di Sergio Gnudi, si intrecciano alle esecuzioni dal vivo di Beppe Giampà, che attraverso la sua musica e interpretazione arricchisce il racconto, trasportando il pubblico in un’esperienza coinvolgente e riflessiva. Le canzoni, che accompagnano le parole, diventano il veicolo per raccontare storie di resistenza, di speranza e di lotte per la libertà, ma anche per ricordare i protagonisti che hanno segnato la nostra memoria collettiva.

“Era febbraio” è anche un omaggio alla letteratura, con richiami importanti, come quello al romanzo di Renata Viganò, “L’Agnese va a morire”, un’opera che racconta la resistenza di una donna, simbolo della forza di chi ha lottato in silenzio, ma con una determinazione incrollabile. Questo testo, insieme ad altri riferimenti letterari, diventa un filo conduttore per esplorare il legame tra il passato e il presente, tra le storie di ieri e quelle che ancora oggi risuonano fortemente nel nostro vivere quotidiano.

Il progetto ci invita a riflettere non solo sulla memoria storica, ma anche sul significato di resistenza e consapevolezza civile nel contesto attuale. In un mondo che, seppur diverso, continua a portare con sé sfide politiche, sociali e morali, il viaggio attraverso le pagine di storia e le note musicali diventa un’occasione per riscoprire il valore di quei principi che hanno segnato la nostra identità e il nostro cammino come società.

In un susseguirsi di emozioni e riflessioni, “Era febbraio” non è solo un racconto del passato, ma un invito a interrogarsi sul presente, a riflettere su ciò che ci circonda e su come le esperienze di resistenza di ieri possano ancora essere una guida per affrontare le sfide del mondo di oggi. Un progetto che ci spinge a non dimenticare, a ricordare e, soprattutto, a reagire con consapevolezza e impegno, come fecero coloro che, nel buio della guerra e dell’oppressione, hanno saputo difendere i valori di libertà e giustizia.